Comunicazione non violenta per ottimizzare la vita personale e professionale





La comunicazione non violenta è un tipo di linguaggio che ha come scopo principale il miglioramento delle relazioni interpersonali e di conseguenza anche dell'ottimizzazione del raggiungimento di risultati a livello lavorativo. Il linguaggio, secondo i parametri della comunicazione non violenta, si dimostra ideale per fare con che tutti i soggetti, malgrado i caratteri opposti, possano lavorare e collaborare insieme senza compromettere la pace dell'ambiente di lavoro o anche di quello domestico.

La comunicazione non violenta o comunicazione empatica fu creata dal psicologo americano Marshall Rosenberg negli anni 60 e ora va molto in voga in questo periodo in cui i rapporti umani spesso sono compromessi da reazioni esplosive e addirittura di odio ormai molto comuni. Il fulcro del discorso non è soltanto la scelta di certe parole ma il modo in cui queste parole vengono proferite.

Ci sono alcuni passi da seguire per iniziare ad includere la comunicazione non violenta nelle nostre vite, e soprattutto per chi è stato contagiato dai discorsi tossici e nocivi spesso presenti nei social network.

a) ascoltare (veramente) e fare domande invece di fare deduzioni: ad esempio se una persona dice di avere una difficoltà bisogna evitare di dedurre il perché: è pigro, incapace, o ha un basso QI, poiché a volte semplicemente sta attraversando un periodo difficile, quindi sarebbe meglio chiedere se ci sono problemi o questioni che tolgono la concentrazione. Anche nel caso in cui si riceve una critica sarebbe meglio evitare di dedurre dunque pensare che quella determinata persona non apprezza la nostra persona. In caso di dubbio chiedere e soprattutto ascoltare.

b) fare uno sforzo per capire cosa l'altro sta dicendo: comunicazione calma e soprattutto chiara perché quando si litiga di conseguenza le mente tendono a diventare rigide, sviluppando forme di repulsione reciproca, dunque è meglio respirare ed evitare che la discussione possa degenerare e danneggiare il rapporto a lungo termine, se proprio le cose sono precipitate è meglio rimandare la discussone.

c) essere chiari e poco emotivi: può sembrare un paradosso ma l'emotività è d'intralcio al nostro lato più logico e razionale e quindi si tende ad essere poco chiari rischiando di creare fraintendimenti inutili. Bisogna spiegare le cose in modo semplice, diretto e se possibile anche molto schematico tutto ciò per sviluppare una conversazione/progetto efficaci.

d) rispettare se stessi, rispettare il prossimo ed esigere rispetto: rispettare il modo in cui le persone parlano e si espongono, ad esempio possiamo chiedere ad una determinata persona perché una nostra decisione le provoca disagio ma senza cercare di cambiare il nostro modo di essere soltanto per essere accettati (rispetto per sé), ma semplicemente cercare di riflettere se facciamo qualcosa che possa turbare l'altra persona (rispetto per il prossimo), tutto ciò senza dover accettare di subire/sopportare reazioni isteriche come offese o mobbing (esigere rispetto).

e) evitare di portare manifestazioni di negatività inutile nei discorsi invece di chiedere se ci sono problemi in modo calmo e diretto.Esempi:

- scambiare pensieri e opinioni come verità assoluta e soprattutto quando di usa il verbo sentire seguito da "che", "come" o "se": io sento che tu non mi capisci, io sento che io non ti piaccio, è come se tu non mi sopportassi.

- comunicare i nostri desideri come se fossero obblighi insinuando punizioni  se non soddisfatti: voglio che tu faccia questo sennò succederà...

- paragonare le persone e le persone a noi: Perché non sei como la persona "x", "y" ha un fisico fantastico cosa che non riuscirò mai ad avere.

- fare generalizzazioni  usando punti specifici: hai trattato male "x" quindi sei una persona ignorante, non hai messo in ordine allora sei disordinato.

- dare giudizi moralisti: Tu difendi questo politico allora sei un ladro, sei a favore della legge "y" allora sei un assassino.

- fare appello alle verità assolute: sei sempre inadeguato, sei sempre in ritardo (invece di c'è alcun motivo per cui sei spesso in ritardo? Qualche problema?)

f) essere veramente empatico: non solo razionalmente ma anche con i sentimenti. Ascoltare senza necessariamente rispondere, ascoltare senza dover dire di avere problemi ancora più grandi, Se la mamma non ha preparato da mangiare non giudicare, magari è solo molto stanca. EMPATIA!

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