Macchie di Acido e Anticalcare sul Marmo e Granito

Macchie di Acido e Anticalcare sul Marmo e Granito


Il marmo è un materiale noto per la sua bellezza, durabilità e resistenza, tuttavia è anche estremamente delicato quando si tratta di interazioni con sostanze aggressive. La sua struttura cristallina rende il marmo molto resistente alla compressione e all'usura, ma al contempo suscettibile ai danni causati da sostanze acide o alcaline. Anche se può sopportare il peso e l'usura nel tempo, una semplice esposizione a sostanze come acidi, prodotti chimici aggressivi o anche alcuni alimenti acidi può causare danni permanenti alla sua superficie. Pertanto, per mantenere il marmo in condizioni ottimali, è fondamentale evitare l'uso di prodotti chimici aggressivi e prestare attenzione a eventuali sostanze che potrebbero danneggiarlo.

In generale, il granito è più resistente alle sostanze acide rispetto al marmo. Il granito è una roccia ignea composta principalmente da quarzo, feldspato e mica, che conferiscono al granito una maggiore resistenza agli agenti chimici corrosivi, compresi gli acidi. Il marmo, d'altra parte, è una roccia metamorfica composta principalmente da calcite, che è sensibile agli acidi e può essere corroso più facilmente, in ogni modo anche se il granito è meno sensibile agli acidi rispetto al marmo, un'esposizione prolungata a sostanze altamente acide.


Prodotti e ingredienti che possono danneggiare la pietra.


Prodotti per le pulizie e ingredienti acidi, cioè con pH inferiore a 7, possono macchiare il marmo, rendendolo ruvido e opaco. Gli acidi corrodono il marmo a causa della sua composizione chimica, essenzialmente composta da carbonato di calcio, una sostanza sensibile agli acidi. Quando il marmo viene esposto agli acidi, questi reagiscono con il carbonato di calcio, causando una reazione chimica che porta alla sua dissoluzione o corrosione.

Durante questa reazione, il calcare nel marmo viene sciolto, causando la perdita di materia e la formazione di cavità, rugosità o macchie sulla superficie del marmo. Anche gli acidi deboli, come l'acido citrico, l'aceto, il succo di limone, ecc., possono danneggiare il marmo, soprattutto se lasciati in contatto prolungato. Peggio ancora, gli acidi forti come l'acido cloridrico (muriatico), l'acido fosforico e l'acido solforico presenti in prodotti anticalcare, disincrostanti e sgorganti.

Anche i prodotti alcalini possono danneggiare il marmo se utilizzati impropriamente o in concentrazioni troppo elevate. Sebbene il marmo sia più resistente agli alcali rispetto agli acidi, l'uso eccessivo o prolungato di prodotti alcalini può comunque causare danni. Gli alcali possono reagire con i componenti del marmo, come il carbonato di calcio, provocandone la disgregazione o corrosione. Inoltre, alcuni prodotti alcalini possono essere troppo aggressivi e causare la rimozione dello strato superficiale del marmo, lasciandolo opaco o danneggiato. Sostanze più aggressive come la soda caustica (idrossido di sodio) e la potassa caustica (idrossido di potassio) possono danneggiare seriamente la superficie, quindi fare attenzione anche all'ammoniaca, ipoclorito di sodio e al carbonato di sodio e anche prodotti come i detersivi per la lavastoviglie, sgorganti alcalini, prodotti per il wc a base di ipoclorito e soda caustica e via dicendo.

Anche se il granito è meno sensibile agli acidi e agli alcali rispetto al marmo, un'esposizione prolungata a sostanze altamente acide (come l'acido cloridrico o l'acido solforico) o alcaline (come l'ammoniaca concentrata) potrebbe causare danni, in particolare se non trattato con sigillanti protettivi. Inoltre, alcune sostanze contenenti acido fluoridrico possono causare danni anche al granito. Anche prodotti alcalini a base di soda caustica, ammoniaca concentrata, ipoclorito di sodio, e altri ingredienti corrosivi possono opacizzare il granito. Un prodotto che può opacizzare particolarmente la superficie del marmo è la il calcestruzzo bagnato e l'acqua di lavaggio della calce.

Per pulire il marmo e il granito in modo sicuro, è consigliabile utilizzare detergenti neutri.


Nutrire e lucidare il marmo e il granito.


Occorrente:

- Panno in flanella.
- Spugna.
- Bicarbonato.
- Sapone di Marsiglia o altro sapone vegetale.
- Olio di lino cotto.
- Cera di carnauba (opzionale).

Procedura:

1. Strofinare la zona interessata utilizzando una spugna bagnata e insaponata con sapone di Marsiglia o altro sapone vegetale.
2. Versare una buona quantità di bicarbonato sulla spugna.
3. Strofinare la zona macchiata per alcuni minuti.
4. Attendere 5 minuti e risciacquare la zona con solo acqua cercando di eliminare completamente il bicarbonato e anche il sapone.
5. Asciugare.
6. Versare qualche goccia di olio di lino cotto* (se possibile tiepido) su un panno in flanella o altro materiale lucidante, strofinando leggermente il tessuto per oleare la superficie in modo più omogeneo.
7. Strofinare il pavimento in modo che l'olio possa aderire bene.
8. Lucidare con un panno flanella pulito o una parte pulita dello stesso panno utilizzato anteriormente.
9. Ricoprire con un foglio di giornale o panno di cotone per almeno 24 ore.
10. Evitare di lavare la zona trattata per una settimana, utilizzare al massimo un panno morbido per togliere la polvere.

Quando la zona da trattare è stata seriamente corrosa bisognerà riapplicare l'olio (non è più necessario strofinare con sapone e bicarbonato), lucidare con panno di flanella, e valutare se è il caso di utilizzare la cera di carnauba per dare più lucentezza. La cera va applicata e poi lucidata con panno di flanella.

La zona trattata deve essere pulita con solo acqua e poco detergente neutro bio.

*L'olio di lino cotto può essere usato per proteggere e impermeabilizzare superfici porose come la pietra, il cemento, la terracotta, ecc. L'olio di lino cotto penetra nelle porosità, formando un film protettivo oltre a rendere la superficie più lucida. In mancanza dell'olio di lino cotto (disponibile presso negozi di bricolage, ferramenta e belle arti), è possibile utilizzare l'olio di lino grezzo oppure l'olio di oliva, noto anche come olio di sansa.

Attenzione: Queste sono soluzioni casalinghe e non sostituiscono il lavoro dei professionisti.


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