Chasing Coral: un commuovente documentario sulla morte dei Coralli.



Credo che quasi tutte le persone abbiano già sentito parlare dei coralli e molte hanno avuto anche la fortuna di vederli da vicino. Purtroppo la possibilità di restare incantanti davanti a questi organismi complessi e speciali sta diminuendo sempre di più poiché è ormai  noto che la barriera corallina sta man mano scomparendo.

Come avviene il processo? Sapiamo tutti (anche chi fa finta di non sapere o di non capire), che la temperatura globale è in aumento per colpa delle azioni umane, e di conseguenza sono in atto serissimi problemi che riguardano non solo all'aria e i biomi terrestri in generale, ma anche alla fauna e flora marina. I coralli rappresentano non solo la complessità e la bellezza delle forme di vita marina, ma sono anche importanti indicatori naturali dello stato di salute delle acque globali, e purtroppo oggi verifichiamo una massiccia morte dei coralli in tutto il mondo.

I coralli si sbiancano poiché espellono le alghe (zooxanthellae)  quando la temperatura dell'acqua raggiunge una certa temperatura, provocando di conseguenza una situazione di stress per tutti gli organismi presenti nella barriera corallina, sinché ad un certo punto questa muore provocando danni a tantissime specie che dipendono da lei dipendono per la sopravvivenza. Anche altri fattori come l'inquinamento, l'acidificazione e lo sfruttamento delle risorse ittiche stanno contribuendo al processo di estinzione dei coralli.

Siamo abituati a vedere le immagini delle foreste e ghiacciai danneggiati dai cambiamenti climatici, ma di solito non si vedono tante che raffigurino la morte e/o degradazione dei coralli, ma un documentario fatto davvero molto bene ha seguito il lavoro di un'equipe che non solo li ha fotografati, ma ha anche creato un importante archivio fotografico per documentare il fenomeno e quindi fare vedere al mondo la tragedia sta succedendo nei nostri mari. 

Il documentario si chiama CHASING CORAL e va in onda sulla piattaforma Netflix, l'ho visto e devo dire che in alcuni momenti sembra davvero di essere partecipe alle loro giornata e ai loro sentimenti. Questo è il sito ufficiale e ai subacquei c'è un invito speciale.

Purtroppo nonostante tutta la distruzione e danni alle risorse naturali il messaggio ambientale non riesce ad arrivare completamente al cuore o "alla pancia" come si suol dire, della popolazione dei diversi (tanti) paesi del mondo, e in realtà io particolarmente non saprei i diversi professionisti possono o potranno fare con che  questo tipo di messaggio possa toccare le persone in modo più intenso. Magari l'unico messaggio capace di smuovere le persone è il drammatico "moriremo tutti" tanto utilizzato in questo momento e che ha effettivamente generato un panico di massa. 

Sfortunatamente nonostante il problema sia davvero molto serio tanti politici, giornalisti e altri professionisti insistono con il discorso negazionista perché alla fine confermare che le cose non stanno andando per il verso giusto significherebbe cambiare o ripensare l'economia, i guadagni e andrebbe magari a provocare danni ad alcune tasche. Il problema principale nasce quando la popolazione appoggia oppure non si rende contro che queste persone sono in grado di provocare danni al pianeta e di conseguenza a tutti quanti noi, e questo alla fine vuol dire che non è un argomento considerato importante per tantissime persone come se loro non si rendessero conto che anche loro fanno parte dell'ecosistema.

Spero che dopo tutta questa mobilizzazione, discussione e preoccupazione per un pericolo eminente  rappresentato dal Coronavirus che poi vedremmo come andrà a finire visto che è un patogeno nuovo e ancora oggetto di studio in quasi tutto il mondo, le persone smettano per un attimo di pensare alla corsa al supermercato e inizino a dare valore a certe cose molto più importanti: noi siamo solo un piccolo elemento entro i confini della natura e un grave disequilibrio può costarci caro. 

Attribuzione foto: Di oksana - Opera propria, CC BY-SA 2.5 it, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1603372