Rucola e autoproduzione: consigli per coltivarla in piccoli orti e anche sul balcone.



Dedichiamo un altro post alla creazione e manutenzione di orti urbani in piccoli spazi. Uno dei dubbi di chi ha deciso o decide di autoprodurre una parte del proprio alimento sul balcone, terrazzo o piccoli fazzoletti di terra è quale pianta scegliere perché bisogna calcolare non solo il peso, spazio ma anche la velocità di crescita e quindi di consumo.

Abbiamo giù parlato della coltivazione del lattughino da taglio ideale perché piccolo, la sua crescita è veloce e può essere coltivato in piccoli spazi, e sempre in linea con queste caratteristiche la pianta/alimento di oggi sarà la rucola (Eruca vesicaria) famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae.

La rucola, ricca di vitamina C e ferro, si presta ad essere coltivata in vaso e in terreno aperto per tutto l'anno, anche se il periodo più indicato è quello della primavera/autunno  altrimenti bisogna trovare un posto soleggiato ma riparato dal sole "cuocente" diretto.



Vasi riciclati

Taniche da 5 litri.

Coltivazione:

Semina: I vasi solitamente hanno uno spazio limitato e quindi i semi non non potranno essere messi molto spaziati tra loro anche se bisogna non esagerare altrimenti ci sarà poca circolazione d'aria  e quindi il rischio di malattie fungine.  Esistono diversi tipi di rucola in commercio: la rucola comune o coltivata, la rucola a semi calibrati cioè sottoposto cioè ad operazioni di separazione e calibratura in funzione del peso specifico in modo da avere le stesse dimensioni e caratteristiche, e la rucola selvatica. Qui in foto potete vedere piantine di rucola coltivata piantate circa venti giorni fa. 



Nel semenzaio (ideale per avere piantine da trapiantare ad esempio in primavera) sarebbe indicato inserire da quattro a otto semi in ogni cella oppure 12 semi in una piccolo semenzaio fai da te. Trapianto quando avrà almeno quattro foglioline.

Ambiente e temperatura: l'intervallo ideale va da da 15 a 21 gradi celsius, quando la temperatura è elevate  le foglioline diminuiscono e c'è perdita di testura. D'estate bisogna posizionare il vaso in un posto riparato seppur a contatto con la luce solare (magari filtrata da una pianta più alta)

Innaffiature: teme i ristagno idrici ma non tollera i terreni aridi, mantenere il terriccio sempre umido ma senza esagerare. L'acqua ideale è sempre quella piovana perciò vale la pena raccogliere e riempire qualche taniche.

Terreno: io come sempre uso un buon terriccio universale e nient'altro, però ci sono buoni terricci specifici per orto e semina, tra l'altro esistono i terricci bio a base di torba e/o fibra di cocco, humus vegetale ecc. Se avete qualche vaso di coccio rotto potete farlo a pezzettini piccoli e unire al terriccio per aumentare il drenaggio ma non è un passaggio obbligatorio. 

I pezzetti di vaso o rocce possono concimare le piante? In realtà sì ma quando si applica questo tipo di concimazione minerale solitamente si usano le polveri provenienti di alcune rocce ricche di silicati oppure pietre laviche. Il rilascio di elementi come potassio e fosforo da materiali minerali è possibile ma è anche molto (moltissimo) lento. 

Concime: esistono diversi tipi di concime biologico nel mercato oppure potete provare i concimi alternativi come il gel di aloe vera (fatto con le foglie fresche) fondi di caffè diluito, acqua di cottura delle verdure non salata e decotti (menta, cannella, aglio, rosmarino ecc.).

pH: come per quasi tutte le piante il pH ideale e da acidulo a neutro, dunque da 6,5 a 7. Siccome l'acqua del rubinetto è alcalina poiché ricca di calcare sarebbe meglio correggere l'acqua con aceto o acido citrico. 

Consumo: tagliare le foglie sopra la gema apicale in modo che la pianta possa generare altre foglie, evitare che si formino i fiori altrimenti la foglia diventerò fibrosa.

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