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16 marzo 2010

Campagna LAV: liberiamo le galline


Tempo fa qui abbiamo parlato un pochino sugli allevamenti delle galline. Abbiamo detto che guardando il codice stampato sulle uova, o anche sulla scatola possiamo comprare un prodotto "senza crudeltà" ovvero proveniente da allevamenti in cui le galline hanno spazio per camminare e fare "le galline" . Però si sa che in certi allevamenti gli animali non hanno proprio spazio per muoversi, non vedono proprio la luce solare e sviluppano un sacco di malattie per cui vengono imbottiti di antibiotici. Quindi alla fine per loro è riservata una vita di sofferenza estrema e per gli esseri umani una dieta ricca in antibiotici.

Per cui è da evitare le uova con codici 3 "allevamento in gabbia", e da acquistare o il codice 0 o 1, e magari il 2, però non comprate quelli col codice 3...

Però tutto questo discorso serve per informarvi che la LAV i giorni 20 e 21 marzo sarà presente in tante piazze d'Italia giusto per prestare chiarimento su questo argomento e anche per rivolgersene ai supermercati e vai Comuni.

Da loro potete anche acquistarci delle uova di cioccolata per aiutarli nella campagna per liberarci le galline dai capannoni, e troverete anche una guida per l'acquisto delle uova e un ricettario di Pasqua, per cui andate numerosi, io il 20 farò sicuramente un salto da loro.

Per saperne di più sull'evento visitate: LAV e galline libere


5 commenti:

Anna ha detto...

Eccellente quanto dici, concordo pienamente!Purtroppo non vivo in italia e non posso contribuire con l' acquisto delle uova di cioccolato ma boicotto sempre i prodotti su cui non viene specificato "uova di allevamento all' aperto"! Ciao

cielomiomarito ha detto...

Brava, ben scritto! Ormai da anni in casa entrano esclusivamente uova di galline allevate a terra. Vado a recuperare il banner che esponevo tempo fa... :)

Vivere Verde ha detto...

una volta non so su quale programma, mi sa su Report hanno fatto vedere certi allevamenti si assomigliavano ad un campo di concentramento, roba da rabbrividire!!!

Sonja ha detto...

Concordo anch'io, è ora di finirla con questo sfruttamento animale. Se già degli animali vengono allevati per essere destinati all'alimentazione umana, che abbiano almeno una vita dignitosa.
E poi non parliamo dell'odore che si propaga nell'aria, io vivo in un paese dove ci sono ben 3 di questi schifosissimi capannoni e distano neanche 100 metri dal paese. E' indescrivibile il fetore che dobbiamo sentire specialmente nelle notti estive, e quello delle galline è veramente acido.
Distruggiamoli...

Vivere Verde ha detto...

porelle guarda!!! pensa che cavolo di caldo farà dentro a quei capannoni chiusi e sporchi!!!

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